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Istria (Croazia) e Slovenia in moto


Mappa del percorso


Tratto dal sito www.nelik.it...
Questo viaggio ha come obiettivo principale la meravigliosa costa della Croazia e qualche puntata interna, passando per la Slovenia... per un totale di cica Km 2.500 partendo da Roma.

Manu stavolta mi raggiunge a Roma e partiamo prestissimo, come sempre: verso le 16 usciamo dal parcheggio di casa e ci avviamo tranquillamente verso la A1. Il viaggio è noioso ma ci teniamo svegli chiacchierando grazie all’interfono che finalmente ho ricomprato, dopo un anno di astinenza (era stato distrutto da ragazzini assai vivaci di Samarcanda durante il viaggio del 2001). All’altezza di Orte usciamo verso Perugia, poi imbocchiamo la E45 per risparmiare un po’ di soldi. Una deviazione per lavori in corso ci fa uscire dalla E45 poco prima di Sarsina. Ormai è notte, ma la penombra ci fa apprezzare un bel paesaggio fatto di colline che si infilano l’una dietro l’altra a perdita d’occhio. Ho fatto questa strada molte volte, ma non ci avevo mai fatto caso! Arriviamo a Cesena che ormai è notte, decidiamo di fermarci appena possibile. Proseguendo però ragioniamo che ora è notte e il traffico è praticamente nulla, mentre domani troveremmo tutte le auto di chi va al mare o va in giro per riposarsi in auto, nelle code. Superiamo quindi Ravenna e ci immettiamo nella 16, verso Ferrara. La stanchezza è molta e decidiamo di fermarci nella prima locanda che incontriamo. Sarà ad Argenta in un motel non troppo grazioso, ma abbastanza economico (40 € in due: notte e colazione) verso le 2 di notte. Ripartiamo abbastanza presto, verso le 11: la giornata è fantastica, completamente serena e ancora fresca. Da Argenta è facile raggiungere Ferrara, anzi, DOVREBBE essere facile! Riesco a perdermi in stradine microscopiche che si destreggiano tra gli appezzamenti di terreno, poi riusciamo finalmente a ricongiungerci alla 16 e poi all’autostrada. Noia mortale e caldo intenso fino a Trieste quando usciamo dalla pallostrada per entrare nelle strade più umane e godibili della Slovenia.
Passiamo da Koper (Capodistria) e andiamo verso Portorose (Portorož) mentre mi abbandono ai ricordi di quando, bambino, venni da queste parti per molti anni di seguito insieme ai miei genitori. Non è un viaggio della memoria, perchè ero troppo piccolo per avere oggi dei ricordi precisi, ma i nomi sono scolpiti nel cuore: Rovigno soprattutto, poi l’Isola Rossa, Capodistria, le isole Brioni, le gite in gommone, i pomeriggi infiniti passati tra la pineta e gli scogli. Quanti anni... Vorrei deviare verso Portorose, ma sbglio strada e rimango sulla 11, ancora troppo veloce per i miei gusti. Finalmente trovo un’altra deviazione verso Portorose e mi ci infilo. Arriviamo in questa cittadina molto elegante e ben tenuta, non mi entusiasma particolarmente. Il mare sembra bello, ma non vogliamo fermarci, altrimenti non arriveremmo più a Pola, meta finale della tappa. Mangiamo un boccone in una pizzeria, unico posto in cui poter mangiare in mezzo a decine di gelaterie, negozi di souvenir e gioiellerie. Torniamo sulla 11, passiamo il confine con la Croazia molto rapidamente e usciamo subito dalla 21 per andare verso Umago. Qui il mare è bello e i posti molto curati, si vede che ormai sono aperti al turismo internazionale, soprattutto quello esigente tedesco ed europeo in generale. In ogni caso sto vivendo la strana delusione dei ricordi mitici dell’infanzia, di un mare e una costa stupendi, infranti davanti a coste belle, ma per nulla eccezionali. Finora il mare italiano, nelle coste pugliesi, sarde o calabresi (parlo per quello che conosco, sicuramente anche la Sicilia è fantastica in molte zone, per non parlare delle decine e decine di isole che costellano la costa italiana). Proprio mentre mi abbandonavo a queste riflessioni, poco dopo Novigrad passiamo su un lungo ponte sospeso sul mare che offre una vista su una piccola cala davvero bella: allora qualcosa è rimasto, il ricordo prende forma! Continuando a percorrere la costiera, che purtroppo spesso passa all’interno quel tanto che basta per non far più vedere la costa, arrivamo a Porec.
Mappa della Croazia
Dai cartelloni pubblicitari e dai siti Internet che avevo visitato durante l’inverno sapevo già che era una specie di Rimini croata, molto vivace e piena di divertimenti. Vedendola dal vivo ricevo conferma della mia sensazione, con la differenza che qui almeno c’è un bel mare, a differenza di Rimini e dintorni (Cesenatico, ecc) che trovo squallide da ogni punto di vista. Ogni volta che ci passo mi chiedo come faccia la gente ad andarci... Continuiamo verso sud e improvvisamente la strada scarta verso l’interno: dalla cartina capisco che siamo arrivati al Limski Kanal, di cui ci aveva parlato benissimo un mio amico a Roma. Purtroppo non abbiamo il tempo di fermarci e assaporare la lenta vita dei pescatori, come aveva fatto lui un paio di anni prima. Risaliamo il canale, nascosto da un fitto bosco finchè non ci ricongiungiamo nuovamente con la 21, che arriva diretta da Koper e che avevamo abbandonato in direzione di Umag per prendere la costiera. Pochi metri dopo l’incrocio, in direzione Pola, si apre un bellissimo scorcio sul canale. C’è una torretta a pagamento che sicuramente offre una vista ancora più ampia, ma scendendo di pochi metri lungo la strada si apre ugualmente un ampio panorama che mi fa capire che risalirlo in barca dev’essere davvero bello! Ci facciamo rapinare per una bottiglietta da mezzo litro di acqua minerale e ripartiamo sulla 21, superando Rovigno (Rovinj), la regina dei miei ricordi d’infanzia, con le sue strette vie lastricate, i gelati artigianali fatti a palline (non con la paletta come da noi), il campanile illuminato. Pochi flash di molte estati, una ventina di anni fa. Voglio fare la costa, quindi usciamo nuovamente. La cartina che ho, abbastanza dettagliata (Freytag & Berndt - Croazia - 1:500mila) mostra una strada che parte Bale, va verso Barbariga e prosegue sulla costa fino a Pola. A Bale quindi abbandoniamo la trafficata 21 e andiamo verso Rovigno. Il paesino, che dalla statale non si nota, è grazioso e raccolto. Salto l’incrocio per Barbariga (è il primo grande incrocio che si incontra dopo la deviazione per Rovigno e si deve girare a sinistra, arrivando dalla 21) in quanto non è segnalato, ma tornando indietro si riconosce visto che è l’unica deviazione verso la costa.
La costa
...continua==>
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