bookonline alberghi Provenza  Itinerario di golf in Provenza    Bookonline.it hotel in Costa Azzurra e Provenza


Cerca un hotel con offerte speciali in Costa Azzurra

Cerca un hotel con offerte speciali in Provenza

Tra Cannes e Tolone


Veduta di una buca del percorso di golf

Golf & Charme
Nell’entroterra tra Cannes e Tolone; due gioielli da giocare: Four Seasons e Barbaroux. A guidarci, la nuovissima Peugeot 407
di Fulvio Golob (dalla rivista GOLF&TURISMO)

Un’anteprima assoluta (Le Chateau al Four Seasons) e un percorso classico di grande spessore (Barbaroux) rappresentano i punti di arrivo del nostro itinerario di luglio. Protagonista la Provenza e le morbide colline del Var, affascinante entroterra della Costa Azzurra che nasconde paesaggi medievali e bellezze naturali, lontani dall’effervescenza di celebrate perle marine come Monte Carlo, Cannes, St. Raphaël o St. Tropez, che sono comunque a una manciata di chilometri. E’ l’altra faccia del sud della Francia, capace di conquistare con il suo charme discreto i più grandi artisti contemporanei che, da Picasso a Matisse, da Modigliani a Chagall, a Miro, a Kandinsky, qui hanno trovato l’ispirazione per alcune delle opere più celebri. Arriviamo dopo Ventimiglia a quello che, una volta, era il confine con dogana. Nessuna sosta, nessuna coda e la nostra Peugeot 407 vola verso Mentone, Monte Carlo, Nizza, lungo l’autostrada A8 in terra di Francia. E’ un’auto molto interessante, ricca di sofisticata elettronica, che fa della sua linea il biglietto da visita capace di attirare subito l’attenzione. E infatti parecchie volte ci siamo sentiti circondati da sguardi curiosi, tanto in Italia quanto in Francia, seguiti alcune volte da domande mentre facevamo benzina o dopo aver concluso un parcheggio. Bella, grintosa, piena di brio ma soprattutto di una comodità tutta da provare, la nuova Peugeot 407 sembra aver le carte in regola per conquistare molte attenzioni.
Veduta di una buca del percorso di golf

Poco dopo Cannes, all’uscita 39 della A8, prendiamo verso Fayence superando il ponte sul lago di St. Cassien. Il primo resort europeo di Four Seasons (celebre gruppo canadese di alberghi a cinque stelle) si trova a Tourrettes, nella tenuta Terre Blanche, una vera oasi di pace che si stende su 266 ettari di natura allo stato selvaggio: una grande campagna ondulata, ricoperta in gran parte da foreste e punteggiata dai paesini arrampicati sulle colline più alte. Fin dall’ingresso, il resort sorprende per l’essenzialità delle linee nel suo progetto architettonico, opera del tedesco Wolfgang Neumayer. L’insieme degli edifici centrali e delle suites sparse sui pendii ricorda lo stile dei villaggi provenzali, creando un gradevole impatto visivo fatto di colori tenui e pastello, sui toni dell’ocra. del giallo e del mattone. Lunghe e sinuose stradine in discesa collegano i 115 appartamenti (ricavati in piccole ville a uno o due piani) con le parti comuni. E, in fondo, a valle, la grande club house annuncia i due magnifici percorsi di golf da 18 buche. A disegnarli, Four Seasons ha chiamato la matita vigorosa e sapiente di Dave Thomas, architetto gallese che può vantare opere come la rivisitazione del celebre Brabazon al The De Vere Belfry, vera icona del golf inglese. Al momento della nostra visita, a metà giugno, solo uno dei due campi, lo Chateau (6.616 metri dai back tee) era aperto al gioco. All’altro, denominato Riou (6.005 metri), mancava comunque davvero poco e, anzi, numerose buche erano già perfettamente agibili. Secondo quanto ci ha comunicato Geneviève Vuillemin (responsabile pubbliche relazioni del Four Seasons Terre Blanche), il secondo percorso sarà aperto in settembre, completando così il progetto golfistico del resort che avrà pochi concorrenti nell’Europa continentale. I due percorsi sono infatti strepitosi, ricchi di insidie naturali (numerosi i saliscendi) ai quali Dave Thomas ha aggiunto intelligentemente alcuni enormi bunker sull’arrivo del drive e ostacoli d’acqua a disegnare ampi dogleg. Percorso certamente impegnativo (slope 145 dai tee da campionato), ma molto stimolante, lo Chateau conquista fin dalla prima buca, uno splendido par 5 in salita, seguito da un intrigante par 3 non lungo, ma con un green difesissimo (ruscello più bunker) e sopraelevato. Indimenticabili le buche 3 (la più difficile), 4 (con due bunker enormi e frastagliati), 6 (dietro al green il “castello”, in vendita, che dà il nome al campo), 10 (per noi la “signature hole” del campo), 11 (in discesa, con magnifica vista su Fayence) e 14 (un par 5 che sembra non finire mai). Un percorso, lo Chateau, che ci ha affascinato per la complessità del suo disegno e, al tempo stesso, per la sua incredibile naturalezza. Lascia a bocca aperta il fatto che il percorso sia stato aperto a fine marzo, quando invece sembra al suo posto da decenni. Davvero da applausi - ne siamo più certi per quello che abbiamo visto -, sarà anche il gemello Riou. Meravigliosa la club house, che nasconde l’area degli spogliatoi più bella e raffinata che ci sia capitato di incontrare nei nostri ormai numerosi viaggi golfistici. In più aggiungeteci una struttura alberghiera da favola (tre ristoranti, piscina, centri spa e fitness, suites arredate con stile prezioso ed essenziale) e otterrete una vacanza golfistica da 10 e lode. Senza contare le infinite possibilità di visite nella zona. A una decina di minuti d’auto Fayence e Sillans, in meno di un’ora Grasse (la capitale dei profumi), Antibes-Juan Le Pins, Saint Paul de Vence, Nizza e, con pochi minuti in più, St. Tropez, St. Jean Cap Ferrat, Monte Carlo.
Veduta di una buca del percorso di golf

Riprendiamo il nostro itinerario e, rientrati sull’autostrada A8 puntiamo verso ovest, in direzione di Toulon (Tolone), fra le formazioni di rocce rossastre dell’Esterel. In meno di un’ora raggiungiamo l’uscita di Brignoles e, attraversata in breve la cittadina provenzale, ci immettiamo sulla N7 verso Flassans e Le Luc. Grandi cartelli indicatori ci preannunciano il Golf Club Barbaroux, che raggiungiamo in pochi minuti dopo aver voltato a sinistra sulla D79, in direzione di La Cabane. Il percorso, che porta altre due firme celebri, quelle degli americani Pete e P.B. Dye, si trova in una tenuta di quasi 90 ettari, nel silenzio assoluto della campagna, in un rilassante paesaggio ricco di alberi d’alto fusto. Nato nel 1989, da oltre dieci anni il Golf Club Barbaroux è condotto da un italiano, Marco Orso Giacone, che in precedenza aveva avuto esperienze come direttore d’albergo in Spagna, Messico e Kenya. Abbiamo scelto questo circolo come punto d’arrivo del nostro itinerario per “pareggiare” l’elevatissimo livello del Four Seasons. E in effetti, Barbaroux non ci ha davvero deluso, sia per le sue caratteristiche tecniche (percorso difficile, con slope 143, ma molto gratificante), sia per il suo livello di manutenzione. A cui si aggiungono una bella e ampia club house con due ristoranti (una brasserie per tutte le ore e una sofisticata sala per cucina d’autore), piscina, campi da tennis e una gradevole foresteria che dispone di 24 stanze e 5 suites a prezzi più che interessanti. Insomma, proprio tutto quello che ci vuole per decidere di fermarsi almeno una notte, dopo aver centellinato l’esperienza sulle 18 movimentate buche del percorso. E appunto veniamo al campo, ai vertici assoluti fra quelli della Francia meridionale, al punto di meritare l’eccellente quotazione di 17/20 sulla Guida Peugeot, la “bibbia” del golf europeo, punteggio che colloca Barbaroux fra i 20 percorsi transalpini più belli. Nel nostro giro sul campo in compagnia del direttore, ci siamo imbattuti in numerosi passaggi da “circolino rosso”, con la piacevolissima sensazione di trovarci sempre di fronte a un disegno di grande personalità. E infatti è facile innamorarsi degli stili differenti che, sullo stesso percorso, mescolano buche da campo americano ad altre più britanniche, anche se le insidie sono numerose e alcune delle quali un po’ nascoste. Su una buca molto bella e invitante come la 9, ad esempio, se riesci ad arrivare in green con i due colpi canonici puoi sognare il par o addirittura il birdie. Peccato però che, risalendo il dolce pendio verso la bandiera, scopri davanti a te il green più lungo d’Europa (69 metri) e, naturalmente, la buca quel giorno è all’estremo opposto rispetto alla tua pallina... In più, il campo di Barbaroux propone alcuni green ciechi, numerosi bunker giganti e cinque laghi, che aiutano a rendere la vita difficile e danno una gran voglia di confrontarsi con un tracciato tanto spettacolare quanto complesso. Anche se le pendenze non sono quasi mai penalizzanti, è davvero difficile trovarsi a giocare con i due piedi allo stesso livello. Il terreno è di per sé ondeggiante e, dove non esisteva un movimento naturale, Pete e P.B. Dye hanno aggiunto grandi gobbe, in un’altalena di curve e discese. Riassumendo, campo bello, anzi bellissimo, in una zona favorita da 300 giorni soleggiati all’anno, con temperature che, anche in dicembre e gennaio, possono toccare i 15 gradi. Sul nostro taccuino, abbiamo annotato come più interessanti, oltre alla già citata 9, la 3 (con green “a caduta” in forte discesa), la 5 (tosta, un par 5 difficile da domare), la 14 (movimentatissima e piena di gobbe attorno al green) e la 15 (spettacolare par 3 in discesa, con green avvolto da bunker). Ma tutte meriterebbero una citazione, anche perché tutte hanno grande personalità e si ricordano subito, fatto che certifica la grande ispirazione degli architetti. Da ricordare infine che, da Barbaroux, per St. Tropez o Hyeres e le sue isole (Porquerolles in testa) bastano una quarantina di minuti, mezz’ora per Tolone, poco più di un’ora per Avignone e Marsiglia. A questo punto, state forse già preparando la sacca da golf e i bagagli?


Veduta di una buca del percorso di golf


BLOCK NOTES
Four Seasons Resort
Domaine de Terre Blanche, 83440 Tourrettes (Var) - Francia
Percorsi da 18 buche Le Chateau (aperto da marzo 2004, par 72, slope 145, lunghezza 6616 metri) e Riou (apertura settembre 2004, par 72, lunghezza 6005 metri). Architetto Dave Thomas.

Golf Club Barbaroux
Route de Cabasse, 83170 Brignoles (Var) - Francia
Aperto tutto l’anno, senza giorni di chiusura infrasettimanale. Percorso 18 buche, par 72, slope 143, lunghezza 6.069 metri. Architetti Pete e P.B. Dye. Green fee 53 euro.
mappa Cannes  mappa Tolone  home page  chi siamo  aggiungi ai favoriti