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Il Maschio Angioino


Napoli

Vedi Napoli e poi muori!?
Questo detto significa quanto Napoli sia una città unica in tutti i suoi aspetti, paesaggistici, culturali, folkloristici e di filosofia di vita, che la rendono inimitabile e pertanto una volta vista si può dire di aver visto tutto quello che è possibile ed impossibile, non ci rimane più nulla da vedere!
Napoli è una città di oltre 1 milione di abitanti, capoluogo della regione Campania, ex capitale del Regno delle Due Sicilie, degli Spagnoli e dei Francesi, sempre dei Borboni. Napoli è nota al mondo per la musica, il sole e la pizza, che qui venne per la prima volta sfornata col nome di Margherita, in onore della regina d'Italia di allora.

La storia di Napoli risale ai Greci ma è con i Romani che diventa praticamente la città di riposo degli Imperatori, Nerone compreso, infatti nel 326 a.C. a seguito delle Guerre sannitiche i Romani conquistarono Napoli e nel corso dei secoli Napoli ospitò molti imperatori romani che trascorrevano lì le loro pause dal governo, in particolare si ricorda la lunghissima vacanza napoletana dell'Imperatore Felice II.

La posizione geografica di Napoli è incantevole, la città si stende su di un dolce degrado sul Golfo di Napoli da cui in lontananza si vede il famoso vulcano Vesuvio, di cui si teme sempre una nuova violenta eruzione. Come tutte le terre "bagnate" dalla lava vulcanica, la terra è molto fertile e generosa, ed infatti sulle sponde del vulcano si coltivano ancora in maniera tradizionale ed artigianale i pomodori, la vite, le verdure e i prodotti derivanti dal latte, tipo le mozzarelle che sono gli ingradienti base della citata pizza e degli spaghetti. La ricetta classica più nota risale invece al 1889. Ogni anno a Napoli a settembre si tiene il Pizzafest nella sede della Mostra d'Oltremare dove a prezzi modici si può degustare una pizza scegliendo tra le dozzine di pizzerie all'aperto. Per i dolci poi non se ne parla, talmente tanti e buoni sono, soprattutto se accompagnati da un caffè ristretto che sicuramente ricorderete per il resto della vostra vita per il sapore ed aroma che solo a Napoli, mistero dell'acqua dice qualcuno, si trova così. Tra i dolci più buoni e particolari vi segnaliamo: la sfogliatella, che può essere riccia o frolla a seconda della preparazione della pasta sfoglia che la compone: realizzata nel Settecento nel monastero di Santa Rosa nei pressi di Amalfi, il ripieno è a base di crema di ricotta, semolino, canditi, vaniglia e cedro. Vi è poi il babà, forse di origini polacche, dolcetto fatto con pasta morbida imbevuto di sciroppo a base di limone e rum e che poi può essere ricoperto in superficie con crema pasticcera e frutta fresca.

A Napoli ci si arriva via autostrada, ma da evitare possibilmente è viaggiare in auto per Napoli perchè vi ritrovere coinvolti in un flusso caotico e deregolamentato a cui non sarete abituati e quindi con il pericolo di incidente.
Vi consigliamo vivamente di muovervi a piedi o con i mezzi pubblici, senza dimenticare la passeggiata sul lungomare, la famosa via Caracciolo che vi condurrà ai piedi della piazza Plebiscito e al Maschio Angioino (vedi foto), lasciand alle vostre spalle la collina di Mergellina. A Napoli vi si può arrivare via mare, via treno e via aereo atterrando all'aeroporto internazioanle di Capodichino.

Da vedere assolutamente vi consigliamo:
il Maschio Angioino, o, più correttamente, Castelnuovo, fu costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Al tempo di Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu completamente rifatto e del vecchio edificio nulla rimane, salvo la Cappella di Santa Barbara. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. L'arco di trionfo in marmo, fra le torri di Mezzo e di Guardia, fu costruito alla metà del '400 da Francesco Laurana e celebra l'entrata di Alfonso I d'Aragona in Napoli il 26 febbraio 1443. Il fossato, oggi prosciugato, avrebbe ospitato secondo una leggenda un coccodrillo che azzannava gli sventurati rinchiusi nelle segrete del Castello, da qui denominate fosse del coccodrillo. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico. Nella sua Sala centrale, Pietro da Morrone, salito al Soglio come Celestino V, nel dicembre 1294 - come ricorda Dante - "fece per viltade il gran rifiuto" aprendo la strada all'ascesa di Bonifacio VIII, dopo un Conclave tenutosi nello stesso locale.
Il Palazzo reale che sta nella maggiore piazza di Napoli, la piazza Plebiscito, è stato fulcro del potere a Napoli dal 1600 al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu relizzato da Domenico Fontana (di cui particolarmente notevole è la monumentale facciata su Piazza Plebiscito) e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono sontuosamente arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia. Lì vicino troverete il teatro San Carlo che fu definito da Stendal il Teatro più bello al mondo!
Il Teatro San Carlo, fu inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più antico teatro d'opera attivo oggi in Europa. Per le dimensioni e per concezione ha rappresentato il prototipo dei teatri lirici costruiti successivamente. Per la città fu la più che degna cornice della grande scuola musicale napoletana. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.
Inoltre il Duomo è il centro della devozione dei napoletani, specie nella Cappella dove è custodito il cranio del santo patrono, San Gennaro, e soprattutto l'ampolla che racchiude il suo sangue, oggetto del "miracolo" più celebre del mondo, quello della liquefazione.

Una escursione in una delle meravigliose isole che stanno nel Golfo di Napoli: Ischia, Procida e Capri.
Sulla collina di Capodimonte c'è l'Osservatorio astronomico voluto da Gioacchino Murat nel 1812, fu inaugurato nel 1819. Napoli è una città piena di contraddizioni, che la fanno anche tanto amare o odiare. Accanto alla spensieratezza e improvvisazione dei napoletani, c'è anche la parte culturale e scientifica che la città esprime tramite l'Università e vari centri di Ricerca che trovano qui spesso menti creative ed intuitive di primo livello.
Napoli se non ci fossi bisognerebbe inventarti!

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