bookonline alberghi Italia  Itinerario di golf a Torino e nelle colline del Gavi    Bookonline.it hotel in Piemonte


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Torino e le colline del Gavi


Tratto del percorso


Nobiltà piemontese
Da Torino a Colline del Gavi: dalla metropoli all’Appennino, in compagnia dell’interessantissima Peugeot 1007, city car (ma non solo) disegnata con grande intelligenza da Pininfarina

testo e foto di Fulvio Golob (dalla rivista GOLF&TURISMO)

Nel nostro percorso di luglio protagonista è il Piemonte, grande regione nordorientale che merita un posto di assoluto rilievo nel panorama golfistico italiano. Lo testimoniano i quasi 50 circoli presenti sul suo territorio (è seconda solo alla Lombardia), ma soprattutto i percorsi di assoluta eccellenza in termini di tradizione, bellezza e fascino. E in questa speciale classifica, forse il “vej Piemont” è addirittura al primo posto, visto che può allineare gioielli come i due percorsi nel parco della Mandria (Torino e i Roveri), Biella e i “gemelli” del lago Maggiore (Bogogno e Castelconturbia), capaci di coniugare il classico e il moderno. Altro record regionale, quello dei circoli con 36 buche. Sono ben quattro, considerando ormai in retta d’arrivo i lavori di Margara e bene avviati quelli de I Roveri, che si aggiungeranno perciò in breve a Torino e Bogogno. A questo panorama dobbiamo accostare altre realtà forse meno note ma altrettanto rilevanti, in una regione bella quanto ricca di spunti di interesse. A cominciare dalle sue tentazioni enogastronomiche (vino e tartufi in primis) che, soprattutto in autunno, le regalano un’incredibile attrattiva. Per disegnare il nostro itinerario di luglio ci siamo fatti aiutare dalla nuova protagonista di casa Peugeot, la deliziosa 1007. Uscita sul mercato italiano poco prima della sua “sorella” 107, questa vettura da 3 metri e 70 stupisce per la sua incredibile spaziosità interna e per le ampie porte scorrevoli che sono diventate subito motivo di grande attrazione durante il nostro viaggio. City car godibilissima anche in autostrada, ci ha fatto pensare a un campo “urbano” come punto di partenza. La scelta è caduta sul Circolo Golf Torino, vera icona della tradizione e dello stile sabaudo fra green e fairway, fondato nell’ormai lontano 1924. Un circolo con cui la 1007 ha molto in comune visto che è stata disegnata nell’atelier della società guidata da Sergio Pininfarina, presidente del “Torino” fino a poco tempo fa. All’altro capo dell’itinerario, invece, un circolo giovane (è nato nel 1991) ma con belle ambizioni, fra i pendii ondulati che dividono la provincia di Alessandria dalla Liguria. Si tratta del Golf Colline del Gavi, che non lascia dubbi, fin dalla denominazione, sulla piacevolezza della zona che lo accoglie, fra le migliori in Italia quando si parla di vini. Dalla tangenziale di Torino usciamo allo Stadio delle Alpi e continuiamo verso la Tenuta La Mandria, gigantesco parco recintato appartenuto ai Savoia. In totale più di 6.500 ettari di natura, in gran parte aperti a tutti, a pochi minuti dalla città. Istituito nel 1978, il parco è un magnifico polmone verde dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO. Tanta natura ma anche interessanti strutture come il Borgo Castello, con i sontuosi appartamenti reali, le cascine secolari e alcune testimonianze medievali. Poco distante la Reggia di Venaria, Versailles piemontese in fase di recupero architettonico. Ma La Mandria è anche Golf con la “G” maiuscola, dato che ospita due straordinari esempi quali i contigui “Torino” e “I Roveri”, che presto avranno in totale ben 72 buche da mettere a disposizione dei propri soci e dei fortunati ospiti: un record italiano. Seguendo per vari chilometri il muro di cinta della Tenuta, la provinciale numero 1 punta verso Fiano e i monti. Proprio quando finisce l’imponente recinzione, si gira a sinistra alla rotonda e, dopo poche centinaia di metri, ancora a sinistra si trova l’ingresso al circolo. Fin dal primo impatto, l’impressione è quella di un lusso discreto, non esibito, con la bassa club house dell’architetto Berardi (per gran parte ricoperta di vite vergine) perfettamente integrata con l’ambiente che la circonda. Sulla destra dell’ingresso, i parcheggi e la Cascina Risiera Vecchia, ristrutturata nel 1994 e adibita a deposito sacche e pro-shop.

La Tenuta La Mandria è la sede del Circolo Golf Torino dal 1957. Fondato nel 1924, trovò prima spazio nella brughiera del Canavese, poi presso la pista dell’ippodrono di Mirafiori e quindi al Colle della Maddalena. Alla sua guida si sono succeduti personaggi che hanno fatto la storia non solo golfistica del nostro Paese: Filippo di Sambuy, Edoardo Agnelli, Theo e Napoleone Rossi di Montelera, Giovanni Nasi, Alberto Brignone e Sergio Pininfarina. Attuale presidente è Lorenzo Silva, che proprio quest’anno ha raccolto il testimone dall’ex presidente di Confindustria. Mentre ci accolgono con squisita cortesia Mauro Stroppiana, direttore del circolo, e Gian Dell’Erba, giornalista che cura i contatti del sodalizio torinese con la stampa, notiamo subito una caratteristica fondamentale del club. All’interno non esistono strutture abitative di qualsiasi tipo: ogni metro quadrato è dedicato al golf e pensato in funzione del golf. Unica, piccola eccezione la bella piscina, che si affianca a tutte le altre strutture come l’ampio driving range, il green di pratica per gli approcci e il putting green, illuminato per il gioco notturno. Le 36 buche del Circolo Golf Torino rappresentano uno degli esempi più rilevanti di tutto il panorama italiano. I due percorsi (“Blu’’ e “Giallo’’, con riferimento ai colori del club) si sviluppano tra boschi secolari, sullo sfondo delle Prealpi. Fra le caratteristiche più evidenti, come sottolineano Mauro Stroppiana e Gian Dell’Erba, l’assoluta mancanza di fili di qualunque genere (leggi linee dell’alta tensione) che spesso occupano sgradevolmente il panorama di altri percorsi di golf. Forse solo un dettaglio, che però evidenzia l’incredibile contesto naturale del Circolo, ricavato nel verde de La Mandria quasi 50 anni fa. Il percorso “Blu’’, considerato il tracciato di campionato, risale al 1956, quando venne realizzato su disegno di John Morrison. Recentemente, il noto architetto canadese Graham Cooke lo ha rimodellato, sistemando e modernizzando i green, modificando numerosi bunker e inserendone alcuni nuovi lungo i fairway. Un altro intervento riguarda il collocamento di mound ai lati delle piste, ondulazioni che si sono inserite molto bene nel contesto del percorso e che contribuiscono a movimentarlo. In sintesi, un campo impegnativo, tecnico, da veri intenditori. Le terze nove buche risalgono invece al 1974, su progetto messo a punto da John Harris. Dodici anni dopo toccò infine a Franco Rivetti, con Marco Croze, portare a compimento la quarta serie di buche, che con la precedente forma il percorso “Giallo”. Inevitabilmente meno omogeneo del “Blu”, viste le differenti firme sui progetti, il “Giallo” è comunque scenografico e intrigante. Considerato leggermente più facile in base ai valori di course rating (73,8 contro 73,1), in realtà richiede grande attenzione per la presenza di alcuni ostacoli d’acqua, che possono penalizzare i giocatori meno precisi, e di green con pendenze più accentuate rispetto al “Blu”. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a percorsi “speciali”, che dovrebbero da soli convincervi a programmare un viaggio a Torino. Splendido su quasi tutte le buche il colpo d’occhio dai tee di partenza, con alcuni par 3 che meritano addirittura l’applauso per l’armonia e la bellezza dell’inquadratura. Stupisce la grande varietà di alberi, la loro disposizione naturale lungo le buche e conquista il perfetto mix fra tradizione (due campi all’inglese, sobri e senza stradine per i golf car) e modernità. I continui e meditati interventi sono infatti riusciti a mantenere in perfetta forma le 36 buche, senza quella patina che il tempo ha depositato su altri percorsi meno attenti ad aggiornarsi e che oggi, ai palati più raffinati, possono apparire un po’ superati. Lo stesso discorso vale per la club house, che a distanza di quasi 50 anni è perfettamente in grado di accogliere i circa 800 soci (questo è il numero massimo, stabilito per statuto). Un piccolo miracolo dovuto alla lungimiranza del progetto originale, ma anche alla possibilità di integrarlo con successive aggiunte, impossibili da individuare anche per l’osservatore più attento. Nelle ampie sale, arredate con gusto coerente dettato da influenze country britanniche, si incontrano bar, ristorante, spogliatoi, zone relax. Si può poi scendere al piano inferiore e scoprire il maxischermo della televisione, le stanze destinate alle carte, la biblioteca e la zona dove i ragazzi possono mettersi a fare i compiti: tutte sale che sembrano nate insieme a tutto il resto, ma che invece risalgono solo allo scorso anno. E questa, come sottolinea Maria Pia Gennaro nel suo intervento, è proprio la maggiore dote del “Torino”, capace di innovare senza stravolgimenti e di restare al passo con i tempi senza dimenticare tradizioni e origini. Al termine di un pranzo rapido ma di eccellente livello (altro punto a favore, la sapiente gestione del ristorante da parte di Ida e Giorgio Garino), salutiamo i nostri due squisiti ospiti. Dopo la promessa di ritornare presto, estortaci con una facilità quasi imbarazzante, risaliamo sulla nostra Peugeot 1007, facendo rotta verso la Tangenziale di Torino. La percorriamo tutta, in direzione Asti, città che lasciamo poi alle spalle continuando verso Alessandria. All’altezza del capoluogo, puntiamo a sud per una ventina di chilometri lungo la Genova-Gravellona Toce e poi imbocchiamo la bretella A27/6 uscendo a Novi Ligure, cittadina famosa per dolciumi, cioccolato e torrone, oltre che per aver ospitato per quasi tutta la vita Fausto Coppi, il “Campionissimo” del pedale. Pochi chilometri in direzione di Gavi e incontriamo Tassarolo, piccola località sui primi rilievi appenninici che rappresenta il punto d’arrivo del nostro itinerario.


Il Golf Club Colline del Gavi deve il suo nome alla zona dell’alessandrino che lo ospita, quasi al confine fra Piemonte e Liguria, dove si produce uno dei bianchi più noti d’Italia. Non a caso, il simbolo del club è un grappolo d’uva (in realtà formato da sei palline da golf sul loro tee) e l’interesse enogastronomico rappresenta una delle carte vincenti per visitare quest’area. Ad accoglierci in club house, il presidente Gianfranco Oliva e il direttore Walter Silvano, che ci hanno raccontato la storia del loro circolo. A cominciare dal fatto che, a Colline del Gavi, è numeroso il gruppo genovese. Sono infatti molti i golfisti liguri che puntano verso nord per arrivare fino a qui (primo fra tutti lo stesso presidente), favoriti da un flusso di traffico che nei giorni festivi è in controcorrente rispetto agli esodi del weekend. Dalla Superba ci vogliono circa 40 minuti e non molto di più da Milano, metropoli che potrebbe essere più presente al “Gavi” vista la facilità di accesso e che invece, stranamente, non conta molti golfisti nella colonia del circolo alessandrino. Eppure qui c’è davvero tutto per attirare gli amanti del nostro sport: un bel 18 buche vario e non facile da interpretare (“Ogni volta ti stupisce: potresti giocarlo cento volte e incontrare ancora delle sorprese”, dice Oliva) e, per chi vuole iniziare o ha poco tempo, un nove buche executive par 31. Il percorso principale è piacevolmente mosso, senza però pendenze eccessive. A giudicare dai suoi parametri e come sottolineano i nostri due ospiti, non deve essere preso sottogamba: il tracciato, disegnato da Luigi Rota Caremoli, è piuttosto tecnico e figura fra i 10 più difficili d’Italia (CR 74,3). Campo di tutto rispetto, quindi: un par 73 con limitati ostacoli d’acqua e discretamente lungo (6.380 metri), che regala comunque molti colpi ai giocatori alti di handicap (“Sono numerosi quelli che se ne vanno da qui soddisfatti per i bei punteggi”, precisa il presidente). Altro dato di fondamentale importanza, quello del silenzio assoluto. Non ci sono strade che costeggiano il campo e quindi la tranquillità è davvero di casa al “Colline del Gavi”. E tranquillo è anche l’ambiente che si respira in tutto il circolo, senza inutili formalismi e con una piacevole, rustica eleganza. Semplice ma molto efficiente la club house, che comprende bar, ristorante, sale per il relax e il gioco delle carte. E’ ricavata in una vasta cascina che riporta sul lato un maxi-simbolo del club e fronteggia altri edifici adibiti al ricovero sacche e alla segreteria. Poi, tutt’intorno, una corona di meravigliose colline che, anche in piena estate, sanno regalare un microclima ventilato, non afoso, decisamente gradevole. E in più, ci assicura Walter Silvano, completamente privo di zanzare. Il che non guasta, come ben sanno i giocatori dei percorsi padani, spesso alle prese con battute di caccia grossa e nuvole di Autan. I soci sono attualmente più di 500, circa la metà dei quali possessori di una quota, e gli ospiti vengono accettati sempre, con grande piacere. “Credo molto - conclude Gianfranco Oliva - nel rapporto fra golf e turismo, che la vostra rivista interpreta fin dal nome della sua testata. Per i campi nuovi come il nostro, la voce turismo, rappresentata dai green fee esterni, è fondamentale quando controlliamo il bilancio. Anche per questo, da noi gli ospiti si trovano molto bene e di solito ritornano.” Ed è quello che faremo anche noi, in un futuro molto prossimo.

BLOCK NOTES

Circolo Golf Torino
Via Agnelli 40 - 10070 Fiano Torinese (TO)
tel. 011 9235440 fax 011 9235886
info@circologolftorino.it - www.circologolftorino.it
Anno di fondazione 1924. Presidente Lorenzo Silva. Segretario Mauro Stroppiana. Responsabili attività giovanile Micaela Molinari, Luca Garbaccio, Roberta Elisa Tirante. In segreteria Valter Castagnero, Damiano Arbezzano, Marisa Antonietti. Maestri Sergio Bertaina, Ovidio Bolognesi, Lucio Merlino jr, Lucio Merlino sr, Marco Soffietti. Percorsi 18 buche perc. blu, m 6.354, par 72 - 18 buche perc. giallo, m 6.214, par 72. Altitudine m 450 s.l.m. Stagione marzo-dicembre. Giorno di chiusura lunedì non festivo. Green fee feriale 52/62 euro, festivo 78/93 euro. Ristorante (tel. 011 9235448) gestori Ida e Giorgio Garino. Attrezzature bar, pro shop (tel. 011 9236028), buvette, piscina.

Golf Colline del Gavi
Strada Provinciale 2 - 15060 Tassarolo (AL)
tel. 0143 342264 fax 0143 342342
info@collinedelgavi.com www.golfcollinedelgavi.com
Anno di fondazione 1991. Presidente Gianfranco Oliva. Responsabile attività giovanile Giorgio Volta. Segretario Walter Silvano. In segreteria Angelo Carcione, Rita Pedemonte Maestri Angelo Calì, Alessandro Pittaluga. Percorso 18 buche, m 6.380, par 73, 9 buche executive, m 1.895, par 31. Altitudine m 210 s.l.m. Stagione febbraio-dicembre. Giorno di chiusura martedì non festivo (sempre aperto da giugno ad agosto). Green fee feriale 35 euro, festivo 60 euro, ospiti accettati sempre, sconti a soci Agis. Ristorante (tel. 0143 342082) gestore Emanuele Firpo. Attrezzature putting-green e bunker di pratica, bar, buvette, pro shop (tel. 0143 342401).
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