bookonline alberghi Italia  Itinerario di golf al San Domenico e al Metaponto    hotel in Puglia


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San Domenico e Metaponto


Buca vicino al mare


Giocando su due mari

In mezzo a ulivi e aranci, viaggio fra Adriatico e Ionio in due magnifiche realtà golfistiche di Puglia e Basilicata, con l’ultima versione della station wagon per antonomasia: la Volvo V70

di Fulvio Golob (dalla rivista GOLF&TURISMO)

Direzione sud, per l’itinerario di novembre. Alla scoperta di una terra generosa e forte, la Puglia, che con sempre maggiore passione sta scoprendo il golf. Lo dimostrano appunto i due percorsi che abbiamo visitato questo mese, nati negli ultimi anni e già impostisi, anche a livello internazionale, per le loro caratteristiche. Stiamo parlando del magnifico San Domenico, vero gioiello collocato a metà strada fra Bari e Brindisi, e di Metaponto, in realtà situato per pochi chilometri in terra di Basilicata, ma legato a filo doppio al vicinissimo Riva dei Tessali, il più antico (1968) e storico golf del Meridione d’Italia. A tenerci compagnia, nel lungo viaggio che da Milano ci ha portato ad attraversare tutta la Penisola, la nuova versione della sempre splendida Volvo V70, station wagon per antonomasia, ancora migliorata in tanti particolari pur mantenendo quasi intatte le estetiche di carrozzeria e interni rispetto alla versione precedente. Una novità per tutte: il controllo elettronico delle sospensioni. Aggiustando 500 volte in un secondo l’assetto, consente di dimenticare le imperfezioni della strada, che si trasforma incredibilmente in una lunga passatoia di velluto. E così, anche i circa 1000 chilometri di viaggio sono volati via tranquilli e senza problemi, consegnandoci quasi riposati al termine del viaggio.
Scendendo da nord lungo la dorsale adriatica, dopo Ancona e Pescara ecco il Gargano e la Puglia. Continuiamo lungo la Bologna-Taranto fino all’altezza di Bari, poi prendiamo la circonvallazione del capoluogo in direzione di Brindisi. Percorrendo la superstrada a quattro corsie superiamo Monopoli e, in corrispondenza di Fasano, puntiamo verso Savelletri, piccolo borgo affacciato sulle acque dell’Adriatico, tranquillissime nei giorni della nostra visita. Arrivati al mare, giriamo a sinistra, uscendo dopo poche centinaia di metri dall’abitato. E lì incontriamo subito il campo di golf del San Domenico, che confina con la litoranea e, al di là di questa, con il mare. Per accedere all’ingresso giriamo intorno a un paio di buche, prima di ritrovarci di fronte al parcheggio e a due cancelli, inquadrati da un massiccio muro in pietra che riporta il nome del campo. Poco dietro, bianchissima su un verde scintillante, la club house. Struttura semplice e raffinata nello stesso tempo, ripropone il fascino contadino delle masserie pugliesi, con una serie di servizi impeccabili al suo interno. A partire dalla vasta sala con volte a stella che accoglie il bancone quadrato della segreteria. Ci accoglie Loris Vento, perugino trapiantato con successo nel Salento, che al ruolo di direttore accoppia quello di giocatore di eccellente livello, oltre che di inguaribile innamorato del golf. A lui il compito di farci scoprire il circolo, vero cammeo di rara bellezza che mantiene una per una le promesse ascoltate da tutti coloro che avevano avuto la fortuna di visitarlo. Cominciando da Mario Camicia, caro amico e vate del golf italiano, che proprio qui, fra gli uliveti della sua tenuta agricola, passa le estati e i momenti di relax con la moglie e figli. Tutto all’interno della club house è declinato con cura e gusto preciso, fra tocchi sapienti nello stile che, a una manciata di chilometri di distanza, ha forse fatto della gemella Masseria San Domenico il più prezioso gioiello dell’hôtellerie pugliese. Sulla parte posteriore dell’edificio, si apre un ampio porticato in cui sono inseriti i tavoli all’aperto del ristorante. Gli spogliatoi, immacolati e di rara praticità, si trovano invece al piano inferiore. All’opposto in senso verticale, la torre da cui si può spazia a volo d’uccello su tutto il percorso. Il San Domenico, opera della famiglia Melpignano, è un classico “links” britannico trapiantato in terra di Puglia. Circondato da magnifici uliveti con incredibili piante centenarie, dal voluminoso tronco contorto, il campo è stato affidato al team di architetti anglo-scozzesi dell’European Golf Design (società che fa capo all’European Tour e all’international Management Group fondato da Mark McCormack), fra cui i due che poi hanno seguito in presa diretta i lavori sul posto, e cioè Handy Haggar e Brian Jorgensen. Quello che stupisce fin dal primo impatto con il campo, e quindi con i grandi ostacoli d’acqua (gli unici sul percorso) che la buca 1 condivide con la 5, è la perfezione del disegno e l’eccellenza della manutenzione. Anche se Loris Vento si schermiva, dicendo modestamente che si può ancora far meglio, il campo era in condizioni da urlo, con addirittura il rough (non troppo alto ma tostissimo) pettinato a onde come fosse un campo di calcio. Fairway e green (ai tempi della nostra visita preparati per la finale del Rolex Golf 2004 e per l’Omnium) meritavano la lode, anche se il nostro applauso più convinto è andato al primo taglio di rough, tanto soffice e leggero da sostenere la pallina meglio che se fosse sopra un tee. E continuiamo le nostre note entusiastiche per i bunker perfetti, che sembrano rifiniti da un laser tanto sono precisi, e dalle bellissime waste area (attenzione a quella della 18, nascosta e insidiosa davanti al green), tenute come giardini, in cui i fichi d’india primeggiano accanto a mazzi di fiori azzurri.

Difficile stabilire quale sia la buca più bella del percorso, dato che quasi tutte godono della vista del mare sullo sfondo o su un lato, ma concordiamo con Mario Camicia sulla sua scelta per la 3, par 3 lungo e molto movimentato, con mound e bunker a difesa del green “abbracciato” dall’Adriatico, con la bandiera che sembra emergere dalle onde. Puntando proprio verso il mare, questa buca può mostrare facce diametralmente opposte a seconda della giornata, con vento a favore o contro. Il vento, proprio come su un links scozzese, è protagonista assoluto del San Domenico. Il campo, che può essere sulla carta non proibitivo, è invece capace di trasformarsi e di diventare molto cattivo quando le raffiche spazzano i fairway. In ogni caso, l’inebriante bellezza del posto e la sua apparente solitudine contribuiscono a regalare una giornata di golf davvero non comune alle nostre latitudini. Assolutamente da provare. Parlando di San Domenico, non è possibile prescindere dall’altra magnifica realtà che Sergio e Marisa Melpignano hanno realizzato a Savelletri. Ci riferiamo naturalmente all’omonima Masseria di cui abbiamo accennato all’inizio, albergo di lusso a cinque stelle e inserito nella prestigiosa catena dei Leading Hotels of the World. Per raggiungerla, ritorniamo sulla litoranea e attraversiamo tutto l’abitato di Savelletri. Più o meno dopo un chilometro, sulla destra, un largo viale conduce a una cancellata e poi continua dritto in mezzo a un mare di ulivi. Al centro della grande tenuta il corpo principale con la torre, che risale al XV secolo e che veniva utilizzata dai Cavalieri di Malta come punto ideale di avvistamento. Ristrutturata e arredata con gusto eccezionale da Marisa Melpignano, la Masseria propone ora una nuova ala che ha ampliato la ricettività (contenuta comunque in 35 fra camere e suites) e che comprende una raffinata spa, con centro di talassoterapia. Fiore all’occhiello della Masseria l’incredibile piscina all’aperto con acqua di mare filtrata, letteralmente scolpita nelle rocce. All’altezza di tale accurata ospitalità il ristorante, ricavato in una magnifica area con ampie volte a stella, e la Sala del Fico, deliziosa zona riservata alla colazione del mattino. Con molti rimpianti per non essere rimasti più a lungo in un posto tanto bello e accogliente, puntiamo verso Taranto, dopo avere gustato a casa di Mario Camicia un superbo pranzo con i semplici capolavori culinari della zona, dal purè di fave con cicoria agli antipasti di verdure (carciofini e zucchine con la mentuccia), ai formaggi (mozzarella, burrata e ricotta ancora calda) per arrivare alla focaccia e alla crostata fatte in casa. E questo menù, accostato a infinite variazioni su pasta, verdure e pesce, è solo un piccolo esempio di quello che senz’altro rappresenta una spinta in più per un viaggio golfistico in Puglia: una cucina solare, genuina, con materie prime dal sapore dimenticato per chi vive in città. Ma anche dal punto di vista culturale, gli spunti sono davvero notevoli, a cominciare dal fatto che il San Domenico confina con i muri di cinta di quella che una volta era Egnathia, città della Magna Grecia cantata da Orazio. Si va dalle profonde gallerie carsiche di Castellana Grotte alle cattedrali di Conversano e Andria, ai castelli svevi come quello di Gioia del Colle. E scendendo verso Taranto si attraversa la Valle d’Itria, una delle zone più suggestive di Puglia, costellata dagli inconfondibili trulli e rischiarata dal bianco di paesi come Locorotondo, Cisternino, Alberobello e Martina Franca, tutti capaci di nascondere preziosi scorci di vita rurale e di arte, dove il barocco mostra alcuni dei suoi volti migliori. Dalle coste adriatiche approdiamo quindi a quelle ioniche, dirigendo su Riva dei Tessali, che ha una sua uscita sulla superstrada per Reggio Calabria, a quattro corsie fin quando resta in territorio di Puglia. Riva dei Tessali è stato uno dei più coraggiosi insediamenti golfistici nel sud Italia, quando il nostro sport era davvero riservato a un pugno di eletti. Ma quella lungimiranza oggi è stata premiata e la creatura di Angelo Zella e Paola Giovinazzi (presidente e vicepresidente del circolo) funziona benissimo, al punto di aver prodotto una recente “dépendance” a una ventina di chilometri, in quel di Metaponto, località storica della Basilicata. Ed è appunto lì che ci dirigiamo, dopo essere passati per un cenno di saluto a Riva dei Tessali, vastissima tenuta immersa in una fitta pineta, dove il percorso di golf divide gli spazi con hotel, ville e residenze sparpagliate fra gli alberi. Un complesso che si integra armoniosamente con il profondo verde circostante, e si sviluppa in senso orizzontale, con costruzioni basse inserite nella folta macchia dei pini di Aleppo. Il tutto a un passo dal mare, che rappresenta il confine meridionale del circolo e degli insediamenti di Riva dei Tessali. Riprendiamo la superstrada che avevamo percorso arrivando da Taranto e la seguiamo fino a quando si riduce a due corsie. Poco dopo prendiamo la provinciale che si inoltra all’interno in direzione di Matera. Ancora un paio di minuti e poi ecco, sulla sinistra, un piccolo cartello giallo che, in località Pizziche, indica “Golf Club Metaponto”. A questo punto mancano solo poche centinaia di metri, da percorrere lungo una strada coperta da una spettacolare galleria naturale di eucalipti. Sulla sinistra incontriamo la seconda meta del nostro itinerario. La bianchissima club house è appena all’interno, circondata da estensioni di agrumeti e alberi da frutto a perdita d’occhio. Ad accoglierci Elena Zella, sorella del presidente e padrona di casa della piccola bomboniera rappresentata dal principale edificio della masseria. All’ingresso, un grande pianoforte a coda introduce nelle altre sale, quella di lettura con camino, il bar e il gradevole ristorantino. Al piano superiore, quattro grandi camere e una suite, tutte con enormi terrazzi, arredate con sapiente gusto country, in cui spiccano letti con baldacchino, mobili d’antiquariato agreste e modernissimi bagni. Per tutte, una piacevole attenzione: quella di portare il nome di un grande golfista, che vi permetterà di dire d’aver dormito nella “Gary Player”, nella “Greg Norman”, nella “Severiano Ballesteros”, nella “Jack Nicklaus” o nella grandissima “Tiger Woods”. Dalle cinque stanze si gode una bellissima vista sul campo, che si estende su un terreno leggermente ondulato. Il golf di Metaponto interpreta alla perfezione la tipologia di percorso a cui fa riferimento e cioè quella del tracciato di tipo turistico. Il campo propone infatti fairway piuttosto larghi, con ostacoli bene in evidenza e green mossi ma ben leggibili. La lunghezza (6284 metri) è comunque di tutto rispetto e non mancano alcuni trabocchetti, come rogge che attraversano il campo (superabili attraverso piccoli ponti), generosi fuori limite e laghetti che si trovano abbastanza defilati, ma possono diventare insidiosi se si sbagliano più del lecito gli effetti dei colpi lunghi. Sicuramente piacevoli le prime nove buche, anche se personalmente abbiamo trovato più varie e intriganti le seconde. Da segnalare soprattutto la 14 (un bel par 4 con dogleg a destra, caratterizzato dal green protetto da un piccolo ostacolo frontale) e dalla 18 (in leggera salita, con la bandiera ben difesa), impreziosita sullo sfondo dal candore della club house. Non a caso, per lunghezza e ostacoli, si tratta delle due buche più difficili della seconda parte. Una nota merita anche la 2, par cinque piuttosto lungo (528 metri), con un green che i meno bravi avranno non pochi problemi a raggiungere ne tre colpi canonici. Abbastanza accessibili i par tre, con l’esclusione del più impegnativo, la buca 5, che con i suoi 180 metri non è certamente facile da addomesticare. Da non dimenticare una chicca di questo percorso: le grandi cassette di agrumi poste accanto ai tee di partenza, a disposizione dei giocatori. Una terra splendida e ricca di valori quella che accoglie i percorsi di Riva dei Tessali e Metaponto (un must i siti archeologici della Magna Grecia), che fra cucina, mare, sole e golf sembra creata apposta per una vacanza. E, ringraziando Angelo Zella per la sua squisita ospitalità, possiamo assicurargli che cercheremo di onorare il suo invito a ritornare. Appena possibile.


BLOCK NOTES

San Domenico Golf
via Litoranea di Savelletri - 72010 Savelletri di Fasano (BR)
tel. 080 4829200 - fax 080 4827944
info@sandomenicogolf.com
www.masseriasandomenico.com


Metaponto Golf Club
Contrada Pizziche - Bernalda (Matera)
tel. 0835 748916/7 - fax 0835 748919
per prenotazioni, Riva dei Tessali (tel. 099 8439251)
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