bookonline alberghi Italia  Itinerario di golf a Padova e Bologna   hotel a Padova e Bologna


Cerca un hotel con offerte speciali a Padova


Cerca un hotel con offerte speciali a Bologna

Padova e Bologna


Padova e Bologna sono due importanti città della Pianura Padana, che sono legate dalla capacità di creare cultura e conoscenza (qui nacquero le prime due Università al mondo) e, nel contempo, mantenere quelle tradizioni del territorio (ad esempio la cucina) che aumentano la qualità della vita, per chi ci vive.
Questo itinerario di golf nei due più antichi e prestigiosi campi di golf, ne sono la testimonianza.
La Basilica di Sant'Antonio a Padova



Il Duomo di San Petronio a Bologna

All'insegna del buon gusto
Letteralmente e in ogni senso: i due circoli di questo mese brillano per tradizione, stile, servizi e ristorazione di eccellente livello. Li abbiamo visitati in compagnia di una vettura all’altezza di tanta noblesse golfistica: la nuovissima Audi A6 berlina

di Fulvio Golob (dalla rivista GOLF&TURISMO)

Itinerario speciale quello di ottobre.
A fare da capolinea, due magnifiche città italiane, Padova (guida) e Bologna (guida), con i bellissimi e affermati circoli storici che portano il loro nome. E se nella città del Santo il club di Valsanzibio ha appena festeggiato i suoi primi 40 anni con un weekend celebrativo, sotto le due torri felsinee, a Monte San Pietro, è letteralmente “nato” il golf nell’Emilia Romagna. A unire i due circoli, il fil rouge della finale dell’Audi quattro Cup, che è ritornata quest’anno sulle buche gialle e blu del club patavino, lo scorso 4 settembre, e che a Bologna ha disputato ben cinque edizioni. Compagna di viaggio, la nuova, magnifica Audi A6, dinamica berlina di grande classe, progettata all’insegna del piacere di guidare, come dimostrano infiniti dettagli, dalla raffinata cura degli interni ai motori potenti ed elastici, dalla gestione elettronica delle informazioni al superbo impianto stereo. Dalle bellezze di Padova - con la sua restaurata Cappella degli Scrovegni, la Basilica di Sant’Antonio (vedi foto sopra), il Palazzo della Ragione, il Battistero -, puntiamo verso sud, lungo l’autostrada che, in un centinaio di chilometri conduce appunto a Bologna. Il nostro obiettivo è la prima uscita, quella delle Terme Euganee, inquadrata alle spalle dai Colli omonimi, celebri nel mondo per la proprietà delle loro acque e dei fanghi. E proprio queste proprietà salutari hanno creato una fiorente industria del benessere in questa zona e una grande attenzione per uno sport rilassante come il golf, che qui, nello spazio di pochi chilometri, incontra altri tre campi, quelli di Frassanelle, Montecchia e Terme di Galzignano.
Dall’autostrada non ci vogliono più di dieci minuti per raggiungere il Golf Club Padova, passando davanti al massiccio Castello del Catajo, che venerdì 3 settembre ha ospitato la riuscitissima serata di gala dell’Audi quattro Cup. Dopo l’aperitivo sull’enorme terrazza, la cena all’interno delle grandi sale affrescate, che si è conclusa con un incredibile trionfo di dolci cui pochi hanno saputo resistere: inevitabile un “bis” di delizie nonostante l’importante appuntamento in gara del giorno dopo.
Sulla strada, ad annunciare il club patavino - poco distante da Arquà Petrarca, con la casa e la tomba del grande poeta Petrarca per l'appunto– l’indimenticabile angolo di laguna incorniciato dalla Porta di Diana, quinta settecentesca che appartiene alla confinante Villa Barbarigo, e che spunta maestosa dietro il green della buca due, sul percorso giallo. L’ingresso del circolo è posto lungo una curva e immette nel piazzale che si trova davanti all’imponente club house (una delle più grandi d’Italia) e al parcheggio su tre livelli. Nato nel 1964, con un percorso disegnato da John Harris, e fortemente voluto dai suoi due primi presidenti, Iginio Kofler e Benedetto Sgaravatti, è caratterizzato da un andamento pianeggiante e da imponenti alberi che, lungo il tracciato storico, disegnano e circondano le piste. Dall’ampia terrazza del ristorante, un’avvolgente vista d’assieme di molte buche dà un benvenuto che ha pochi eguali in Italia. Rispetto a tre anni fa, quando visitammo il circolo in occasione della finale Audi quattro Cup del 2001, molte cose sono cambiate a Padova. Da allora, Ascanio Calvi di Bergolo ha lasciato il posto a Giampiero Becherucci e il cambio della guardia è avvenuto anche in segreteria.
Il mitico Sergio Marchioro è stato sostituito da Arnaldo Cocuzza, che sta ottenendo brillanti risultati in una successione non facile, vista la nota professionalità del predecessore. Ma molto è successo e sta succedendo anche in campo. Il progetto delle terze nove buche (percorso rosso, disegnato da Marco Croze) è oggi diventato una bella realtà. Lo abbiamo giocato in coppia con Anacleto Martin (patron di Absolut Golf) sfidando il presidente Becherucci e il suo abituale compagno-avversario Lucio Cappellato, in una tirata “best & aggregate” che aveva in palio il classico aperitivo.
La prima e l’ultima buca del rosso facevano parte del vecchio percorso blu e, naturalmente, sono profondamente diverse dalle altre, in quanto circondate da folti alberi. In terreno aperto invece le sette nuove, che dispongono già di green eccellenti e di un fairway molto soffice in agrostis, destinato ad andare a regime con i prossimi tagli. “Con il numero dei nostri soci – dice Becherucci – che da anni superano di parecchio quota 700, la realizzazione delle terze nove buche era indispensabile. E dalla prossima estate, potremo lavorare con tranquillità sul vecchio percorso che, pur essendo bellissimo, richiede alcuni lavori di aggiornamento.” Due grandi ostacoli d’acqua distribuiti sulle buche dalla 4 alla 7 rendono la vita difficile sul nuovo percorso rosso. In particolare, non facili la 2 (par 4 dogleg a sinistra, con secondo colpo cieco al green, fuori limite a sinistra e ostacolo d’acqua laterale sulla destra), la 5 (par 5 con green ben difeso dall’acqua, sulla destra) e la 7 (par 3 di 160 metri, con lago davanti alla bandiera e grande bunker dietro). Sul percorso blu, per sostituire quelle “prestate” al rosso, si innestano due buche inedite disegnate da Croze, la 2 e la 3, due par 4 paralleli e simili, che propongono anche in questo caso ostacoli d’acqua laterali o frontali, green ondulati e ben difesi. “Oltre ai lavori di revisione delle buche storiche, che sono stati affidati all’architetto canadese Graham Cooke - dice ancora Giampiero Becherucci -, siamo alla vigilia di un altro fondamentale intervento. Abbiamo deciso di rifare il vecchio l’impianto di irrigazione, che ormai aveva raggiunto i 20 anni d’età e meritava una ristrutturazione radicale. Grazie al nostro fantastico staff in campo, guidato dal greenkeeper Stefano Contarin, e d’accordo con il direttore Arnaldo Cocuzza, abbiamo deciso di effettuare in proprio questo impegnativo lavoro. A novembre inizieremo l’intervento, che pensiamo di completare nel giro di circa un paio d’anni.” Fra un viavai di troupe televisive, di interviste e dell’arrivo dei primi finalisti dell’Audi quattro Cup, concludiamo la chiacchierata con il presidente del Golf Club Padova davanti a delicatissimi tagliolini con scampi e fiori di zucca. Un altro punto a favore del circolo patavino risiede senz’altro nel ristorante e nei servizi affidati dall’affiatata squadra diretta da Dario Zanetti. Gestore di grande esperienza, con anni di lavoro presso celebri alberghi quali il Kulm e il Palace di St. Moritz, Zanetti è uno dei punti forza del club. Comodamente seduti nella grande sala o, se il tempo lo consente, sulla magnifica terrazza, si possono gustare menu stagionali di notevole livello, con primi mai banali accanto a carne e pesce cucinati con estro e intelligenza. Allo stesso livello è la buvette al piano inferiore, dove si trova proprio tutto per rendere gradevole il breve intervallo fra le prime e le seconde nove buche. “Una presenza confortante - dice Becherucci - quella di Zanetti. Dopo tanti anni al club, il rapporto con i soci è ideale e, data la qualità dei piatti e del servizio, sappiamo che anche per gli ospiti è un piacere fermarsi a mangiare dopo 18 buche. Pensando anche a questo, abbiamo in animo di ristrutturare la foresteria, quando il bilancio ce lo consentirà. Pensiamo di poter offrire un’ospitalità di eccellente livello, che completi l’offerta del nostro circolo.”
Buca del percorso



Club House


Salutiamo Giampiero Becherucci, con l’assicurazione di un pronto ritorno a Padova per la rivincita, e risaliamo sulla nostra A6, puntando verso l’autostrada, in direzione di Bologna. In poco più di un centinaio di chilometri, ci lasciamo alle spalle il relax e le cure termali dei Colli Euganei per approdare a Ferrara e, poco dopo, alle ondulazioni appenniniche che difendono Bologna da sud.
Dopo l’uscita a Casalecchio, pochi chilometri di superstrada ci portano a una rotonda, in quel di Crespellano. Basta girare a sinistra per riprendere la via Bazzanese e, subito a destra, ecco le indicazioni per il il circolo.
La club house è un po’ nascosta, sul versante che dà il benvenuto a chi arriva, immersa com’è in un avvolgente mantello di verde. L’interno è davvero da incorniciare, segnato com’è da uno stile preciso, coerente con la struttura vista dall’esterno, che si ritrova in ogni dettaglio, dalle grandi superfici vetrate (insolite per un costruzione di oltre 40 anni fa) ai divani, al bar, alla zona del ristorante, alla sala della televisione e per il gioco delle carte. “Il merito di questa uniformità di stile - esordisce il presidente e padrone di casa, Filippo Sassoli de Bianchi, accogliendoci sull’ariosa terrazza che domina il campo pratica - è di Piero Montini. Suo è il progetto da cui la club house nacque nel 1965, sua la scelta di tutto l’arredamento, sua la ristrutturazione completata nell’ottobre del 1999, per i 40 anni del circolo. E suo anche il ‘ponte’ che collega bar e campo pratica e mille particolari, a cominciare dal disegno degli armadietti negli spogliatoi.”
Il Golf Club Bologna nacque nella testa del conte Achille Sassoli de Bianchi, padre di Filippo, nel settembre 1958, di ritorno in città dalle vacanze estive a Cortina. In quella occasione, accompagnato da Ignazio de Vito Piscicelli (allora fidanzato della figlia Maria Alberta) provò, a 53 anni, l’emozione della prima esperienza con bastoni e pallina. Appassionato tennista (fu un forte giocatore di seconda categoria) e impegnato nell’azienda di famiglia, la Buton, Achille Sassoli de Bianchi era un uomo molto occupato, ma riuscì a trovare il tempo per innamorarsi del golf. Acquisito il terreno, il disegno venne affidato al celebre studio Cotton and Harris, mentre i lavori vennero seguiti da Germano Gazzoni, per la sua conoscenza della lingua inglese, e dall’attuale presidente, allora da poco laureato in agraria. La prima assemblea si tenne il 28 aprile 1959 e vi parteciparono 28 persone, i soci fondatori del circolo. “Il nostro - continua Filippo Sassoli de Bianchi - è stato il primo golf club dell’Emilia Romagna. Gran parte dei giocatori che poi hanno creato gli altri campi della nostra regione hanno imparato a giocare qui e poi hanno ‘esportato’ la loro passione.” Le prime nove buche vennero aperte nella primavera del 1960, anche se la cerimonia ufficiale risale al 1° giugno 1961, alla presenza delle massime autorità golfistiche dell’epoca, dal presidente Francesco Ruspoli, al segretario Giuseppe Sabini, al campione italiano in carica Franco Bevione. Fra le regole locali, da ricordare quella che alla buca 1, consentiva il droppaggio senza penalità a chi finisse nel campo coltivato alla destra del fairway, proprietà di un contadino che si era più volte lamentato per i giocatori sorpresi a rovistare nella sua proprietà alla ricerca delle palline. I lavori per le seconde nove buche (10 milioni di lire il costo dell’intervento) si conclusero nella primavera del 1964. “Mio padre - ricorda Filippo Sassoli de Bianchi - aveva visto molto lontano: il golf, accanto all’arte, alla cucina, alla natura e alle bellezze ineguagliabili della nostra Italia, può essere un incentivo importante per attirare un turismo di qualità. Pur essendo il nostro un campo tipicamente cittadino con 530 soci, numero ideale per un 18 buche, abbiamo visto crescere costantemente i green fee di giocatori ospiti. Tutti segnali positivi, ma per far decollare il golf nel nostro Paese occorrono campi pubblici e un approccio molto più facile per chi comincia.” Creatore e motore del circolo con la moglie Anna (oggi 96enne), Achille Sassoli de Bianchi scomparve nel 1990, a 85 anni. Gli successe il figlio Filippo, a conferma di concetti importanti come tradizione, stile e continuità, che al club felsineo sono di casa. E’ quindi naturale che l’attuale direttore Alessandro Grazia sia al suo posto da 16 anni, che Paolo Baldini sia superintendent da 20 e che uno dei maestri, il veneziano Bruno Ghezzo, insegni a Bologna da ben 40 anni, festeggiati proprio pochi giorni fa. A Grazia, il compito di presentarci il percorso di gioco. “Il nostro - dice il direttore - è un campo classico, che rispetta il terreno e la sua morfologia. E, visto che siamo sulle prime ondulazioni dell’Appennino, l’andamento delle buche è ovviamente mosso. Difficile trovarsi a giocare con i piedi sullo stesso piano della pallina e spesso le ondulazioni dei fairway recitano un ruolo molto importante.” Un solo ostacolo d’acqua alla buca 8, ma numerose le insidie sparse un po’ dappertutto, con vari fuori limite e grandi piante che spesso entrano in gioco. Dato che in alcuni casi ci si trova di fronte a piste non larghissime, è indispensabile essere cauti con i colpi lunghi. “Le ultime modifiche al percorso - dice ancora Grazia - risalgono al 2000, quando sono stati effettuati lavori in alcune buche, su disegno di Peter Allis. Pur non essendo impossibile, il nostro è un campo che va affrontato con un certo rispetto.”
Lo stesso rispetto lo merita uno dei vari punti in comune fra i due circoli di questo itinerario: la buona tavola. Come a Padova, il ristorante del Golf Club Bologna merita una sosta prolungata. Alla sua guida Tullio Serruggeri, in cucina da quasi vent’anni. Seguite i suoi consigli e anche il peggiore degli score diventerà in poco tempo solo un ricordo.

BLOCK NOTES

Golf Club Bologna
Via Sabattini 69 - 40050 Monte San Pietro (BO)
tel. 051 969100 fax 051 6720017
info@golfclub.bo.it - www.golfclub.bo.it
Anno di fondazione 1959. Presidente Filippo Sassoli de’ Bianchi. Direttore Alessandro Grazia. Segreterio Maria Luisa Marroccu. Percorso 18 buche, m 5.949, par 72. Stagione aperto tutto l'anno. Giorno di chiusura lunedì non festivo. Green fee feriale 45 euro, festivo 60 euro. Attrezzature bar, ristorante (vedi sotto), piscina, pro shop (tel. 051 969045), area giochi bambini.

A.S. Golf Club Padova
Via Noiera 57
35030 Valsanzibio di Galzignano Terme (PD)- tel. 049 9130078-9130188 - fax 049 9131193
info@golfpadova.it - www.golfpadova.it
Anno di fondazione 1964. Presidente Giampiero Becherucci. Direttore Arnaldo Cocuzza. Percorso 18 buche, m 6.053, par 72; 9 buche par 36, m 3.015. Stagione febbraio-dicembre. Giorno di chiusura lunedì non festivo. Attrezzature bar, pro shop (tel. 049 9130398), buvette, piscina. Green fee 50/60 euro feriale/festivo bassa stagione, 58/68 feriale/festivo alta stagione, ospiti accettati solo nei giorni feriali.

hotel bologna  hotel padova  home page  chi siamo  aggiungi ai favoriti