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Milano e Lecco


Club House


Tradizioni di Lombardia
Dal meraviglioso “Milano”, nel parco di Monza, al rinascente “Lecco”, accanto al lago di Annone, attraversiamo una delle zone italiane a maggior densità golfistica, su un gioiello di casa Mercedes: la CLK 320

di Fulvio Golob (dalla rivista GOLF&TURISMO)

Maggio, itinerario lombardo che ricerca le radici del nostro sport in quel di Milano. Mentre va in scena, per il secondo anno consecutivo, il Telecom Italia Open al Castello di Tolcinasco, ci è sembrato un piacevole dovere inventarci un percorso poco distante dalla scena del Grande Golf. Lo dedichiamo a chi, magari venuto da lontano, dopo una giornata passata ad ammirare i campioni in campo, volesse impegnarsi in prima persona. E quale punto di partenza migliore potevamo scegliere se non il Golf Club Milano, vera icona golfistica della metropoli lombarda da quando, nell’ormai lontano 1928, aprì le sue porte al Gioco. Seconda tappa dell’itinerario il Golf Club Lecco, una piacevolissima sorpresa. Circolo con strutture di tutto rispetto e in evidente crescita, proprio l’anno scorso ha raddoppiato le sue buche, candidandosi come punto di assoluto interesse nell’area che gravita attorno al lago di Como. Compagna di viaggio di questo mese, una splendida cabriolet, la Mercedes CLK 320. Un vero piacere mettersi alla sua guida, per la miracolosa silenziosità dell’interno nonostante il tettuccio in tela, le prestazioni ineccepibili, la ricchezza delle dotazioni e delle finiture. In più, basta schiacciare un pulsante appena sotto il cambio automatico e in una manciata di secondi la capote scompare nel bagagliaio, per farci provare il piacere della velocità con il vento nei capelli. Due soli rimpianti: il periodo ridottissimo che abbiamo avuto a disposizione per la nostra prova e, in sfortunata coincidenza, le terribili condizioni atmosferiche di metà aprile. Anche la qualità di alcune immagini ne ha risentito e di questo ci scusiamo con i lettori. Arrivare al Golf Club Milano non è, almeno la prima volta, impresa semplicissima. Felicemente ritagliato nel seducente polmone verde del Parco di Monza, celebre anche per il suo autodromo, il club si trova subito dopo la porta di San Giorgio, vicino a Villasanta. La strada più rapida dal capoluogo è quella che, proseguendo dopo la tangenziale est, raggiunge Vimercate. All’uscita 20, si deve prendere a destra verso Arcore e continuare per circa 4 chilometri, fino all’indicazione di uscita a Villasanta. Qui ancora a destra al primo semaforo, poi basta seguire le puntuali indicazioni per il club.

L’ingresso al circolo è di quelli che emozionano. Attraversata la doppia porta, ecco la spianata del parcheggio e, sulla destra, la grande club house, subito dominata da un imponente ventaglio di alberi secolari. Questo il biglietto da visita impagabile del “Milano”, circolo di squillante bellezza in cui il golf italiano può specchiarsi con orgoglio, al pari di altri gioielli storici quali Torino, Venezia, Villa d’Este, Firenze e Roma. Ad accoglierci, il volto amico di Davide Maria Lantos, da poco direttore del club monzese dopo esperienze all’Ugolino e ad Ascona. Nei luminosi uffici, l’attività è come sempre intensa per far marciare il circolo con i ritmi giusti che - come ricorda più avanti Marco Mascardi nel suo prezioso cammeo - qui vengono ancora scanditi dal mutare delle stagioni. Il doppio scalone elicoidale, fissato alla sua sommità dallo stemma del circolo, ci porta al primo piano, aperto sulla magnifica terrazza protesa verso piscina, putting green e partenza della buca 1. A destra il bar, incorniciato dalla bella boiserie sui toni del rosso, a sinistra l’aerea sala del ristorante, dove ci attende Angelo Zanchi, da circa un anno presidente del Golf Club Milano. Persona di rara affabilità, Zanchi è alla testa di un consiglio che, nel pieno rispetto della tradizione, ha nei suoi programmi un profondo rinnovamento del circolo. “Il nostro club - dice Zanchi - rappresenta la prima realtà golfistica della città di Milano, con una tradizione che risale alle origini del nostro gioco nel nord Italia. La grande fortuna è stata quella di trovare un’area nel Parco di Monza, una spettacolare riserva di piante e boschi conosciuta in tutto il mondo. Il rovescio della medaglia? Quello di non aver potuto acquistare la zona in cui sorge il campo, che affittiamo dal comune di Monza. Negli anni Cinquanta, abbiamo avuto con noi un grande personaggio come Gianni Albertini, che si è appassionato enormemente al golf, ha creato le 27 buche e la club house. E’ stato lui il motore e l’ideatore di tutto, fornendo una grande spinta alla crescita del circolo.” Fondato nel 1927 dal senatore Giuseppe Bevione, il “Milano” ha inanellato un’invidiata striscia di successi. Negli ultimi anni la concorrenza è però molto cresciuta e solo di recente sembra sia ritornata la voglia e la grinta per farsi valere in campo agonistico, come avveniva un tempo. “Molti campi più giovani - continua Zanchi - hanno abitazioni all’interno del circolo, che facilitano la presenza di famiglie, mentre noi non possiamo contare su questa possibilità. Così, ci siamo dati da fare, organizzando attività per i più piccoli e un puntuale servizio di baby sitting. Lentamente l’ambiente si è ringiovanito e oggi ci ritroviamo con circa 50 ragazzini sotto i 10 anni, un buon vivaio su cui lavorare. A loro teniamo molto per il futuro del circolo, da un punto di vista agonistico e per mantenere viva la vita del club. Fra le altre caratteristiche che mi piace sottolineare c’è la lunga tradizione di insegnamento ad alto livello, a cominciare dal decano dei nostri professionisti, Giancarlo Grappasonni, maestro conosciuto in tutta Italia e che per anni è stato allenatore della Nazionale. E’ con noi da ben 43 anni e ha allevato tanti buoni giocatori, tra cui parecchi che poi sono diventati professionisti, da Delio Lovato agli Zappa, al nostro Marco Crespi, fresco vincitore del campionato PGAI.” E veniamo allo spettacolare campo, vero fiore all’occhiello del Golf Club Milano, disegnato in mezzo a boschi maestosi, una caratteristica che balza subito all’occhio. Non si tratta di un percorso aperto, anche se le piste sono piuttosto ampie, e non ha ostacoli d’acqua. Le difficoltà sono rappresentate dagli alberi, dal rough e dai numerosi bunker. Dal disegno tradizionale e lineare, è senza dubbio uno dei più bei campi del nostro paese, soprattutto grazie alla flora eccezionale che lo circonda. Per i dilettanti è sicuramente un percorso impegnativo, visto che dai back tee supera i 6.400 metri. Molte le buche di lunghezza rilevante per i golfisti della domenica, capaci di creare non poche difficoltà. Qualunque sia l’handicap, comunque, giocare a Monza si traduce nel piacere di vivere un’esperienza unica su un percorso di grande respiro, che affianca un bosco punitivo a fairway generosi e non troppo mossi. “Le piante rappresentano il grande patrimonio del nostro campo - dice ancora Zanchi - ma il loro numero e la loro dimensione ci comportano numerosi problemi, per il notevole impegno necessario nella manutenzione. Quest’anno ad esempio abbiamo dovuto abbattere 1200 alberi perché, in alcuni punti, le piante erano troppo fitte e non potevano svilupparsi in maniera sana e corretta. Il momento migliore del nostro percorso è quello fra maggio e giugno, quando le 27 buche sono di solito perfette: un vero piacere per gli occhi. Stiamo però lavorando in maniera molto energica per avere una maggior costanza delle condizioni durante tutto l’anno.” Visto il livello e la naturale caratterizzazione del percorso, non sono previsti grandi interventi per il futuro. Com’è giusto che sia, il disegno delle buche resterà invariato, a parte qualche modifica su alcuni bunker, per renderli più moderni e “aggressivi”. Inoltre, i danni provocati da un fortissimo temporale stanno richiedendo un aggiornamento della buca 5, affidato a Baldovino Dassù. La necessità di eliminare alcune piante che obbligavano a seguire il dogleg ha forse addomesticato troppo il tracciato, che ora deve ritrovare la sua “cattiveria” (era la buca più difficile), magari con l’aiuto di qualche bunker. “Il nostro è un campo che potrei senz’altro definire classico - precisa il presidente del Milano -. Come consuetudine, il primo e il secondo percorso sono quelli su cui ospitiamo le gare, ma il terzo non è certamente di livello inferiore. Direi che in linea di massima i tre campi si equivalgono abbastanza, se escludiamo il fatto che forse il terzo è leggermente più stretto. La mia buca preferita? Direi la 18, splendido par 4 di oltre 400 metri, con leggero dogleg a sinistra. E’ ampia e spinge ad osare, ma poi si rivela davvero tosta, anche per il bel green molto ben difeso. E così, spesso, proprio in retta d’arrivo arriva qualche sorpresa che modifica la classifica finale...” Mentre guardiamo fuori dalle grandi vetrate del ristorante, siamo sempre più convinti che ogni golfista italiano dovrebbe giocare almeno una volta sul percorso del “Milano”. Come del resto sugli altri grandi “classici” di casa nostra, esercizio utile e gradevolissimo per capire da dove è partito, tanti anni fa, il nostro sport. E per provare un’intensa, raffinata emozione. “A lungo il ‘Milano’ è rimasto molto chiuso - conclude Zanchi - perché forse era male interpretato il concetto di garantire il gioco ai soci. Ma se si sanno organizzare bene le partenze, c’è tanto spazio per giocare. Oggi accettiamo con molto piacere i giocatori esterni, anche in occasione di eventi importanti. Compatibilmente, com’è ovvio, con la presenza dei nostri soci.”
Lasciamo il maestoso scenario del Golf Club Milano con il rimpianto di non avere avuto qualche ora in più da dedicare alle sue magnifiche buche. Risaliamo sulla nostra 320 CLK e ci dirigiamo verso la strada che attraversa il Parco di Monza, per puntare sulla statale 36. Dopo essere passati davanti alla splendida Villa Reale di Monza, al termine del suo larghissimo vialone giriamo a destra, in direzione Lecco. Da questo punto, la strada è tutta a doppia corsia e una discreta velocità di crociera ci permette di coprire in pochi minuti la trentina di chilometri in terra di Brianza che ci separano dalla nostra seconda destinazione. Poco prima di raggiungere il capoluogo lariano, usciamo in direzione di Annone Brianza. Poche centinaia di metri e ci imbattiamo nell’ingresso del Golf Club Lecco, ben visibile sul lato destro della strada.

Partenza di una buca


La bassa e gradevole struttura della club house, ricavata in una antica cascina del 1600 restaurata negli scorsi anni, si mimetizza bene fra gli alberi che la circondano. Decisamente bella la sala destinata al ristorante, lunga e stretta, con grandi travi a vista e ampie vetrate che si affacciano sul campo, perfetta per un’elegante pausa di relax gastronomico dopo un giro sul percorso. Negli uffici della segreteria ci aspetta il segretario Luca Angelini che, dopo precedenti esperienze lavorative a Varese e all’Eucalyptus, è approdato ad Annone. E’ lui a presentarci il presidente del Golf Club Lecco, Pier Luigi Donegana, che ci racconta la storia, recente ma intensa, del circolo lariano. “Abbiamo inaugurato lo scorso anno le seconde nove buche - esordisce Donegana -. La data ufficiale è quella del 23 settembre, giorno nel quale abbiamo disputato la Pro-Am di apertura, sponsorizzata dalla società Energia. Anche se, per la verità, il gioco sull’intero percorso risale al giugno del 2004 e per la cerimonia abbiamo aspettato circa tre mesi, che hanno consentito al campo di assestarsi. Alla gara hanno preso parte circa 35 squadre, con una rappresentanza importante della Federazione, guidata dal presidente, Franco Chimenti. Fra i molti personaggi del golf intervenuti, mi piace ricordare la simpatica presenza di Mario Camicia, che ha coordinato la festa. Una giornata davvero bella, che ci ha permesso di prendere il via per la nostra nuova avventura con il piede giusto.” Unico circolo della provincia, costituita in tempi recenti e abbastanza piccola, il Golf Club Lecco può già contare su un discreto numero di soci, circa 300 (in pratica, un tesserato ogni mille abitanti). Dato che il territorio della provincia è in gran parte montuoso, segnato in maniera evidente dalle Prealpi lombarde, non sarà facile pensare a qualche altra possibilità golfistica. “Noi stiamo comunque facendo sondaggi - continua il presidente - per vedere se, in futuro, sarà possibile ampliare in qualche modo l’attività. Anche per questo, nella presentazione della stagione agonistica 2005 abbiamo coinvolto l’Assessore al Turismo e il responsabile CONI provinciale. Crediamo infatti che uno sport come il golf possa dare un grosso aiuto allo sviluppo turistico di questa zona. E ci sembra importante andare avanti, dopo la realizzazione del percorso a 18 buche, perché le prospettive ci sembrano interessanti, Anche se questa è certamente la zona con la maggiore concentrazione di golf club in Italia.” Nel raggio di poco più di mezz’ora di macchina incontriamo infatti tanti campi prestigiosi, da Villa d’Este all’Albenza, da Carimate a Monticello, da Barlassina a Menaggio, alla Pinetina, al Brianza. Un concentrato di percorsi di eccellente livello, all’interno del quale il “Lecco” cerca con determinazione il suo spazio. “Con una trentina di soci, che rappresentano il fior fiore degli imprenditori e dei professionisti della zona, abbiamo deciso di rilevare questo campo storico che era chiuso e stava andando in rovina - dice ancora Donegana -. Abbiamo puntato sulla realizzazione di un percorso che non sfigurasse al fianco di campi così affermati. Il tentativo è stato di riprodurre un ambiente che rappresentasse bene la nostra zona e che, dal punto di vista sportivo, fosse un punto di riferimento. Forse stiamo riuscendo in questo obiettivo, visto che la vita sociale è abbastanza intensa e il circolo, con il suo apprezzato ristorante, viene utilizzato anche per incontri, cerimonie e manifestazioni al di fuori del golf.” L’investimento è stato piuttosto importante (circa 10 milioni di euro) con gli utili che, fino ad oggi, sono sempre stati reinvestiti nelle strutture e nel campo. Così i lecchesi, che erano abituati a “emigrare” verso i circoli vicini, hanno cominciato a fermarsi alle porte di casa, visto che il club si è presto dimostrato all’altezza sia per quando riguarda le strutture ricettive sia per il percorso. L’area utilizzata per il campo (50 ettari) è solo la metà di un enorme polmone verde in cui sorgono anche quattro campi di polo, sport che qui ha uno dei centri più importanti d’Italia. A dominare lo scenario sullo sfondo, le celebri sagome di granito di Grigna e Resegone, monti amati da tutti gli alpinisti lombardi. “Il golf di Annone è nato negli anni ’60, ad opera di Vittorio Allamel - prosegue il presidente -, che ha realizzato un campo a 18 buche, ma su una superficie diversa da quella attuale, di circa 35 ettari. Quando siamo partiti, nel ’97, abbiamo ripristinato le vecchie nove buche e acquisito altri terreni per quasi 200mila metri quadrati, su cui abbiamo disegnato la seconda parte del percorso. Le ultime quattro buche sono ancora ‘giovani’, ma spettacolari, lunghe e impegnative.” La progettazione delle nuove buche si basa su un progetto già esistente, ma riveduto e corretto da Enrico Colombo, vicepresidente e direttore del circolo, profondo conoscitore della zona, che ha interpretato con sapienza le possibilità offerte dal sito che ospita il campo. “Il nostro non è un campo da prendere sottogamba - spiega Donegana - perché il rough è molto fitto e gli alberi entrano spesso in gioco. Non c’è quindi spazio per i recuperi. Salvo alcune buche finali, che sono in una piana, il percorso è sempre circondato dal bosco e piuttosto tecnico. Nella prima parte bisogna privilegiare la precisione di gioco, mentre alla fine si devono usare tutti i legni a disposizione per restare vicini al par. Non mancano poi gli ostacoli d’acqua. Per la sua varietà, crediamo possa divertire ogni tipo di golfista.”

BLOCK NOTES

Golf Club Milano
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tel. 039 303081-2 fax 039 304427
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Golf Club Lecco
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Anno di fondazione 1996. Presidente Pier Luigi Donegana. Direttore Enrico Colombo. Segretario Luca Angelini. Soci attuali 300. Percorso 18 buche, m 5.672, par 71. Stagione aperto tutto l’anno. Giorno di chiusura lunedì non festivo. Green fee 9 buche 28/40 euro feriale/festivo, 18 buche 45/60 euro feriale/festivo, sconti juniores/seniores 35/50 feriale/festivo. Attrezzature bar, ristorante (tel. 0341 575239), buvette, pro shop (tel. 0341 579525), piscina, tennis, calcetto, pallavolo, sala meeting.
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