bookonline alberghi Celebrazioni di Palladio e Canova 2008: "Itinerario nella Marca Trevigiana"  


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Celebrazioni di Palladio e Canova 2008: itinerario nella Marca Trevigiana



...continua==>mappa degli itinerari collinari tra Conegliano e Valdobbiadene, tra cui la strada del Prosecco


Itinerario nella Marca Trevigiana
Una volta giunti a Conegliano, bellissima città di oltre 35.000 abitanti, dominata dal Castello (foto sotto) situato sopra il colle più alto della zona, possiamo scegliere gli itinerari qui sopra disegnati in mappa. Il più noto è quello del vino bianco, o meglio del Prosecco, che da Conegliano attraversa San Pitro di Felletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Col San Martino, il Combai e finalmente Valdobbiadene. La delizia di questa strada, come delle altre è la dolcezza dei luoghi, dalla armonia delle colline lavoarate a vigneto, dalla genuinità dei paesi e delle case di campagna curate e spesso caratterizzate dai muri di pietra locale.


La nuova Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, costituitasi nel 2003, è l'erede diretta di quella che è stata, nel lontano 1966, la prima arteria enologica italiana. Di quello storico tracciato ora sono stati ripresi larghi tratti, a cui però si sono voluti affiancare dei percorsi tematici in grado di valorizzare tutto il territorio, i suoi diversi paesaggi viticoli e le tante attrattive, anche storico-artistiche, disseminate lungo le colline tra Conegliano e Valdobbiadene.
E' proprio ai piedi dello storico Istituto Enologico Cerletti, che imbocchiamo la Strada del Vino Bianco. Prima però è consigliata una visita all'ottocentesca ed affrescata Bottega del Vino della Scuola Enologica. Di qui ci si dirige verso Collabrigo che regala suggestivi panorami sui colli circostanti, punteggiati di vigneti e piccole macchie boscate. Interessante anche la settecentesca villa Ghin Montalban.
Si prosegue poi verso Rua di San Pietro di Feletto e il suo seicentesco eremo camaldolese (sede del Municipio), per arrivare a San Pietro di Feletto ove sorge la splendida Pieve del XII sec di squisite ed eleganti linee romaniche, assolutamente da non perdere.
Il successivo tratto di strada si dipana sino a Refrontolo tra un susseguirsi di scorci suggestivi sui colli del Felettano, mentre una breve deviazione può condurre all'incantevole Molinetto della Croda, incastrato nella roccia.
Arrivati a Solighetto, scopriamo la settecentesca Villa Aldo Brandini d'Adda, sede del Consorzio del Prosecco Doc Conegliano Valdobbiadene, e del museo dedicato alla cantante Toti Dal Monte. Se c'è appetito, qui c'è il ristorante giusto, Da Lino.
Poco lontano a Soligo sorge la chiesetta di Santa Maria Nova risalente, come i suoi affreschi, al XIV secolo. Una breve escursione conduce al tempietto di San Gallo sull'omonimo colle da cui si può godere di una straordinaria vista panoramica sulla sottostante valle del Piave. Superata Farra di Soligo, si arriva a Col San Martino con le sue medievali Torri di Credazzo, testimonianza della presenza longobarda, e l'autentico gioiello architettonico ed artistico della Chiesetta di San Vigilio, adagiata sulle colline e raggiungibile con una passeggiata di pochi minuti. Sino a Colbertaldo si può godere di un paesaggio in buona parte ancora integro e disegnato da piccoli coni collinari, poeticamente definiti chiocciole, spesso punteggiati delle antiche Casere dove i contadini ricoverano ancora oggi il fieno e gli attrezzi.
Il nostro viaggio prosegue verso Nord, immergendosi tra infiniti vigneti per raggiungere quello che è il clu per eccellenza dell'area Doc del Prosecco Conegliano Valdobbiadene, ovvero l'area del Cartizze da cui si ricava l'omonimo pregiato spumante. Dal basso, dirigendosi verso il Follo e risalendo poi verso Santo Stefano, si possono ammirare alcuni tra i più bei panorami delle colline del Prosecco Doc, i cui vigneti ininterrotti lasciano spazio solo sulle sommità dei rilievi collinari ai rinomati boschi di castagno. Oltrepassati Santo Stefano e San Pietro di Barbozza con la sede della Confraternita del Prosecco, si arriva infine a Valdobbiadene e più esattamente a Villa dei Cedri, sede della Mostra Nazionale degli Spumanti e di Altamarca, dove si conclude il nostro viaggio di andata non senza un'occhiata alla piazza principale circondata di edifici di stile neoclassico, e poco lontano alla deliziosa Chiesetta di San Gregorio del '400.
Ora per chi vuole tornare a Conegliano si ritorna sui nostri passi in direzione di Guia; un tragitto che presenta alcuni tra i più suggestivi ed imponenti belvedere sulle colline sottostanti e sulla loro trama di vigneti ininterrotti. Ci avviamo, lungo la S.P. 123 in direzione di Campea immersi in un paesaggio rurale ancora ben conservato. Superato il fiume Soligo e oltrepassata la SP4, a Pedeguarda si sale rapidamente in quota verso Farrò in un ambiente per molti tratti nuovo perché i vigneti, spesso ripidi e scoscesi - da non perdere in questo senso la veduta di Rolle - si aprono o fanno da contraltare a fitti boschi. Lasciata alle spalle Arfanta, ci si dirige verso Tarzo e Corbanese prima, e poi Cozzuolo, Carpesica, Ogliano lungo un tratto di strada caratterizzato da interessanti opere idraulico - agrarie come i ciglioni, e dal profilarsi sull'orizzonte degli antichi paesi e dei loro campanili.
Il viaggio si avvia alla sua conclusione attraverso il centro di Conegliano e l'arrivo all'Istituto Cerletti.

Invece per chi prosegue sulla scia di storia lasciata su queste dolci terre collinari dal Palladio e dal Canova ... si continua verso Asolo==>

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